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PIANO VOMANO
Piano Vomano è una frazione del comune di Crognaleto collocata sulla cresta di uno sperone che strapiomba sulla gola del Vomano e che si affaccia scenograficamente alla vista della catena del Gran Sasso.

Come può essere facilmente intuito, il nome di questo centro abitato deriva dalla sua vicinanza rispetto al fiume Vomano.
Le prime costruzioni risalgono probabilmente intorno l’anno 1000, ma notizie certe ci sono pervenute da documenti della censuale del 1526 dove viene citato l’abbandono e la decadenza dell’insediamento di Campanea legato alla Chiesa di S. Martino.

Il tessuto edilizio di Piano Vomano conserva caratteri di antichità; le case sono costruite in pietra locale e si collocano nell’arco dei secoli XIII-XIX, non escludendo per alcune dirute una dotazione anche precedente.
Porte e finestre hanno semplici stipiti e mensole di davanzale in pietra, spesso arricchite di motti e decori che attestano la presenza dell’ordine di S. Bernardino per l’epoca più antica e successivamente di quella dei Gesuiti
.

MURA MEGALITICHE DI COLLE DEL VENTO:
Il sito italico di Colle del Vento, a Piano  Vomano, è indubbiamente l'insediamento  più  importante e monumentale dell'intera area teramana. 
I resti dell'antica costruzione si trovano su una cima nei pressi del paese, a 929 metri di altitudine sul livello del mare,e si estendono per circa 40 metri di lunghezza e 4 metri di altezza.
Si tratta di un muro fortificato, costruito con blocchi squadrati della locale pietra arenaria, delle dimensioni circa di un metro cubo, perfettamente incastrati tra loro dove è evidente la lavorazione dell'uomo per creare gli incastri.
Nei pressi della Muraglia vi è una struttura Templare di piccole dimensioni costituito da una piccola cella a protezione del simulacro della Divinità.
Il sito Domina la Valle del Vomano, a monte del quale passava l'antico asse di collegamento con la Sabina, strutturato dai Romani nel III sec. a.C. la via Cecilia, oggi ancora visibile.

LEGGENDE POPOLARI:
Le poche notizie sul Tempio o anche chiamato Palazzo della Regina sono tramandate soprattutto dalla tradizione popolare. Gli abitanti del posto raccontano di un ritrovamento di una callara piena di monete e tra quelle mura sono sepolti una chioccia e dei pulcini d'oro. 
La leggenda narra così che nel tempio su Colle del Vento ci fosse la cava dei Soldi.

Un'altra leggenda del luogo narra che un uomo andò a scavare sul colle e prima uscì un vitello impazzito, che andava di qua e di la, poi un serpente che gli strisciò lungo il petto. L'uomo terrorizzato invocò la Madonna Del Carmine e improvvisamente si trovò lontano da quel luogo maledetto. "La sotto c'era proprio la Regina ed altri spiriti"...

LA QUERCIA MAZZUCCHE:
Si tratta di una delle Roverelle tra le più grandi e monumentali in Italia ed Europa. Il suo nome deriva dalla particolare forma che ricorda un bastone nodoso localmente denominato "Mazzucche", la quercia mostra evidenti i segni del tempo, sul tronco sono visibili tre cicatrice dovuti ad altrettanti fulmini che si sono abbattuti nei corsi del secoli sulla pianta; l'albero è per buona parte attaccata da funghi e parassiti. Le sue dimensioni straordinarie vanno da m. 7,80 di circonferenza per 25 m. di altezza, che in passato hanno salvato l'albero dal taglio, ora è patrimonio Culturale ed è stata acquistata dall'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
LEGGENDE POPOLARI:
La leggenda vuole che proprio la quercia Mazzucche fosse il punto d'incontro dei briganti molto presente nel territorio della Laga nel XVI e XVII secolo dove gli stessi si dividevano il loro bottino. Altri affermano che al suo interno ci sia un’enorme tartaruga di terra cotta che tiene di guardia la grande quercia.

CHIESA DI SAN NICOLA DI BARI:
La chiesa di San Nicola di Bari è in pietra con semplice facciata in cui insiste un campanile a vela per due campane.
Le murature della chiesa sono diverse. La facciata con il restante avancorpo è eseguito in blocchi ben squadrati il resto è in corsi irregolari di pietra connessa. Anche nel lato posteriore presenta questa tipologia costruttiva ma con cornici regolari su una finestra a occhio. Sul fianco sinistro sono rimessi in opera elementi con motivi decorativi a spirale, ad archetti,a dentelli databili al IX secolo. Essi provenivano con ogni probabilità dalla chiesa Medioevale di San Martino di Colle del Vento. E' plausibile che l'avancorpo che costituisce oggi la prima parte della  navata principale si debba ad un ampliamento risalente alla data indicata sull'architrave d'ingresso 1774. la chiesa primitiva, certamente anteriore e già nota dal 1526  legata alla nascita dell'abitato con l'abbandono tra il XIII e XIV secolo, dall'antico insediamento di Campanea legato alla chiesa di San Martino. I due ambienti, collegate da arcate, recano ai quattro lati singolari mensole a forma di testa di rapace o semplicemente dentale, databili al XIV secolo, il quale dovevano scaricare gli archi di un'originaria copertura a crociera.
Nella navata di destra, sulla parete dietro l'altare ligneo di S. Antonio, sono ancora visibili i resti di un affresco cinquecentesco raffigurante Santa Lucia. Nella medesima navata laterale è un secondo altare in legno con un quadro raffigurante la Madonna del Rosario, (olio su tela 170x120) discreta opera del 1653 che si rifà a prototipi della bottega dell'Azzolino, è un opera che documenta gli sviluppi della tipologia iconografica "a maniera fiamminga" in Abruzzo.
Nella navata principale è l'altare maggiore in legno dipinto e dorato, databile come gli atri nella seconda metà del XVII secolo. nelle edicole laterali sono le statue lignee di San Martino a destra e di San Nicola a sinistra, coeve all'altare.
La tradizione vuole che al centro fosse una statua di S. Lucia, (oggi ripristinata con una nuova statua donata da Monsignor Gabriele Crognale). Anche il soffitto ligneo a riquadri decorati con rosette fa parte dell'arredo barocco.

CENTRO VISITE DEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA:
La Pro Loco, ha costruito un immobile di circa 400 mq. a proprie spese e con il contributo determinante dei propri soci. La struttura è stata ceduta in seguito, all'Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in Comodato Gratuito e finalizzata all'apertura del Centro Visite. 
Il Parco ha provveduto successivamente ad ultimare i lavori ed a completare gli arredi necessari per l'apertura del Museo "I Ciclopi Della Montagna", per il Centro Visite e per la Foresteria.

 

MUSEO DEI CICLOPI DELLA MONTAGNA:
Il 27 agosto scorso, in occasione della Vetrina del Parco, è stato inaugurato il Museo "I Ciclopi della Montagna". Un'esposizione di suggestive ed interessanti immagine fotografiche relative ai due veri e propri "patriarchi" del Distretto Strada Maestra: le Mura Megalitiche di Colle del Vento, a poca distanza dal paese, che rappresentano la testimonianza archeologica più antica e monumentale del Distretto e la Quercia "Mazzucche", la più vecchia e grande d'Italia centro meridionale, nei pressi del Centro Visite del Parco e da poco acquistata dall'Ente. 
La storia di questi due numi tutelari di un territorio che, forse più di ogni altro nell'area protetta, costitusce la perfetta sintesi tra natura e cultura, uomo e ambiente, offre lo spunto per presentare tutti gli alberi da record sia per grandezza che per età ricadenti all'interno del Parco. 
L'esposizione, infine, ricorda un evento che ha segnato la storia di questi luoghi: la reintroduzione del Cervo, scomparso da queste montagne circa 200 anni fa, avvenuta proprio a piano Vomano nel febbraio dello scorso anno. 
Un museo, dunque, che sulla scia della nuova strategia di gestione dell'Ente esalta e valorizza insieme i capolavori della natura e della cultura per promuovere il rilancio turistico del territorio.

LA PRO LOCO:

La Pro Loco di Piano Vomano, si è costituita con atto pubblico il giorno 12 agosto del 1982, dalla trasformazione del Comitato Civico in Pro Loco, ha legalizzato l'atto il Notaio dott. Ennio Vincenti di Teramo.