• Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Home Presentazione

PIANO VOMANO

Frazione di Crognaleto. L'abitato è collocato lungo la cresta di uno sperone che strapiomba sulla gola del fiume Vomano, affaciandosi scenograficamente alla vista della catena del Gran Sasso. Il tessuto edilizio conserva caratteri di antichità. Le case sono costruite in pietra e si collocano nell'arco dei secoli XVI-XIX, non escludendo per alcune dirute una datazione anche precedente. Alcune case cinquecentesche presentano la tipica loggia sulla scala che porta al piano di abitazione al di sopra di stalle e rimesse (vedi Aiello); come di consueto la loggia ha una copertura a travatura lignea sorretta agli angoli da pilastrini squadrati con basi e capitelli geometrici. Porte e finestre hanno semplici cornici e mensole di davanzale in pietra, spesso arricchite di motti e decori che attestano la presenza dell'Ordine di S. Bernardino per l'epoca più antica e successivamente quella dei Gesuiti. Oggi è intensa l'attività di restauro e di ricostruzione perchè le case sono adoperate per la villeggiatura estiva.

La chiesa di S. Nicola è in pietra con semplice facciata su cui insiste un campanile a vela per due campane. Sul fianco sinistro presenta due contrafforti di sostegno e nella parte terminale due costruzioni laterali più basse delle quali  la sola di destra è collegata all'interno della chiesa. Le murature sono diverse: la facciata con il retrostante avancorpo è eseguita in blocci ben squadrati legati con poca malta; il resto è in corsi irregolari di pietre connesse da abbondante malta. Il lato posteriore presenta un tessuto di conci più regolari e un finestrino ad occhio tompagnato.

Sul fianco sinistro sono rimessi in opera elementi con motivi decorativi a spirale, ad archetti, a dentelli databili al IX secolo, al pari di un capitello (alt. cm 40, lato cm 32x32; diam. in basso cm 28) e un segmento di colonna sagomata con un motivo ad onde (alt. cm 43, diam. cm 22 ca.) conservati all'interno. Essi provengono con grande probabilità dalla chiesa medievale di S. Martino che sorgeva in località Colle del Vento.

E' Plausibile che l'avancorpo che costituisce oggi la prima parte della navata principale si debba ad un ampliamento risalente alla data indicata sull'architrave dell'ingresso: 1774. La chiesa primitiva, certamente anteriore e già nota ai documenti raccolti nel censuale del 1526, è legata alla nascita dell'abitato con l'abbandono e la decadenza, tra il XIII e il XIV secolo, dell'antico insediamento di Campanea legato alla chiesa di S. Martino. Essa si limitava alla parte finale della navata e al braccio di destra. I due ambienti, collegati da due arcate, recano ai quattro angoli singolari mensole a testa di rapace (alt. cm 23, largh. cm 18) o semplicemente dentate (alt. cm 30 ca., largh. cm 17), databili al XIV secolo, sulle quali dovevano scaricare gli archi di un'originaria copertura a crociera.

A memoria locale si conservavano anche, accanto alla chiesa, due leoni in pietra, arredi di un portale, oggi scomparsi. Nella navata di destra, sulla parete dietro l'altare ligneo di S. Antonio (il cui beneficio è istituito nella chiesa nel 1640, data intorno alla quale ben si colloca l'altarino), sono i resti di un affresco cinquecentesco di modesta qualità raffigurante S. Lucia. La santa appare inginocchiata su un balcone sulla cui balaustra a colonnine è poggiato il piatto contenente gli occhi (in prospettiva falsata perchè se ne possa apprezzare il contenuto). Dal cielo giungono in volo gli angeli con la palma del martirio. Le figure sono inquadrate dalle colonne e dagli stipiti marmorei di una finestra schiusa sul balcone. Nella medesima navata laterale è un secondo altare di legno dipinto e dorato con un quadro raffigurante la Madonna del Rosario, discreta opera del 1653 che si rifà a prototipi della bottega napoletana dell'Azzolino.

Al fondo della navata principale è l'altar maggiore di legno dipinto e dorato, databile come gli altri nella seconda metà del XVII secolo. Nelle edicole laterali sono le statue lignee di S. Martino a destra e di S. Nicola a sinistra, coeve all'altare, per la qualità ed esecuzione assai prossime a quelle dell'altar maggiore di Aiello. La tradizione vuole che al centro fosse una statua di S. Lucia. Anche il soffitto ligneo a riquadri decorati con rosette fa parte dell'arredo barocco e richiama quello della chiesa di S. Giovanni Battista di Frattoli. Infine, nella navata principale sono due tele di modesta qualità raffiguranti la Madonna delle anime purganti e S. Carlo Borromeo, al quale, nel 1614, è documentata la dedica di una "cappella".

In una casa privata si conservano anche alcuni elementi in laterizio di una condotta che dalle alture a settentrione portava l'acqua all'insediamento antico di Campanea presso la chiesa di S. Martino (argilla rosa carico; misure del pezzo più lungo, rotto ad una estremità: lungh. cm 53; largh. cm 18,5; spess. cm 3).

NOTIZIE STORICHE

Nel 1273 Carlo I d'Angiò re, ad Alife l'ott. 5, ordina al giustiziere di Abruzzo Ultra di comunicare l'ammontare della tassa generale annua delle terre di sua giurisdizione, tra le quali è "Rocca de campanea".

Nel 1318 Angelo di Vena riceve, il set. 18, la gabella del banco di giustizia o curia baiulare di "Rocca di Campania" e delle sue ville.

Dal catalogo che annovera gli enti ecclesiastici della diocesi aprutina, redatto nel 1324, risulta che la pieve "Rocce de Canpania" comprende 12 chiese.

Nel 1447 "Planunum Campanee" deve versare, insieme con le terre di Valle Vaccaro, Cesacastina, Nerito, Rocca Roseto e Padula, una tassa generale annua di 37 ducati.

Nel 1526 il pievano e i chierici della pieve di "Rocca Campanea", che comprende 8 chiese, tra le quali la curata di S. Nicola, sono tenuti a versare, a titolo di decima, rispettivamente, 4 lire.

Dalla Visita del 1580 del vescovo I. S. Piccolomini risulta che il titolo e le cura parrocchiale della chiesa di S. Martino, fatiscente, sono trasferiti nella chiesa di S. Nicola di P. V.

Dalla Visita del 1611 risulta eretto nella chiesa di S. Nicola, parrocchiale di P. V., un altare in memoria dei santi Martino e Lucia. Dalla Visita del 1614 vi risulta fondata la confraternita del Sacramento e dedicata a S. Carlo, per cura di Bernardino di Leo, una cappella. Paolo di Andrea vi fonda il beneficio della Purificazione della Vergine e Giovanni Domenico di Silvestro quello di S. Antonio da Padova, rispettivamente nel 1640 e nel 1655.

Dopo il 1813 P. V., già parte del comprensorio di Montagna di Roseto del ducato d Atri, è annessa al comune di Crognaleto.

Nel 1816, i nov. 30, il vescovo di Teramo ottiene la reintegra della pensione di 28 ducati sul monte frumentario per la parrocchia di P. V.

Nel 1836 la parrocchia di P. V. conta 197 anime.

EPIGRAFI

   1) Casa in petra in via Reggimento, al n. civico 20, su architrave di porta:

1506 - croce -

   2) Casa in pietra, su architrave di finestra decorato con croce racchiusa in sole radiato, in cartiglio è la data: 1538.

   Osservazioni: La croce in sole radiato sintetizza il Signum Christi bernardiniano. Il numero 8 appare in forma di clessidra.

   3) Chiesa di S. Nicola, sul dipinto con la Madonna del Rosario, ai due lati  dello stemma n. 1, a) a sinistra:

AVE CONVALLIVM LILIVM AVE.
DEI MISTICA ROSA
SVSCIPE QVAS OFFERIMVS PRECES
SVSCIPE VIRGO INDIGNAS

   b) a destra:

D. GREGORIO OSTILIO HVIVS LOCI
CVRATO VIVENTI
HOC AD GLORIAM S.mi ROSARII
FACTVM EST OPVS 1653

   4) Casa in pietra in una traversa di via S. Nicola, con sull'architrave dell'ingresso una croce fra due rosette, a) su architrave di finestra è la data: 1664;

   b) su cornice laterale di finestra:

ENTRATE VED - stemma n. 3 - ETE NO' TOCCATE

   "Entrate, vedete, no(n) toccate"

   5) Casa in pietra in via Reggimento, su architrave di finestra rimesso in opera, in cartiglio è la data: 1968.

   6) Casa in pietra diruta in via Reggimento, su architrave di porta fra due fregi circolari, in cartiglio:

IHS

   Osservazioni: Nel Signum Christi la croce taglia a mezzo l'H e reca al piede i tre chiodi della Passione. La I ha andamento serpentiforme.

   7) Chiesa di S. Nicola, sull'imposta sinistra dell'arcone finale della navata principale, sotto a resto di affresco illegibile:

A. R. D. D.n I.....
L . RC.....
OPVS ..F....

   8) Casa in pietra in via S. Nicola, su architrave di camino:

F. A. M. F. F. 1755
QUIDQUID AGIS IHS RESPICE FINEM

   Osservazioni: Nel primo rigo F.F. è "f(ieri) f(ecit)"; nel Signum Christi del secondo rigo la croce taglia a mezzo l'H.

   9) Chiesa di S. Nicola, sull'architrave dell'ingresso è la data: 1774,

   10) Casa in pietra in via S. Nicola, a) su architrave di finestrina, in cartiglio è la data: 1833; b) su architrave di porta: "P.C(rognale) F(ece) F(are) 1886".

   11) Casa in pietra in Vicolo Giusto, su architrave di porta: "1890 - croce - B(enedetto) D(i Pietro) F(ece) F(are)".

   12) Casa in pietra in via Senarica, su architrave di porta: "B(attista) d(i Pietro) F(ece) F(are) 1893".

   13 Casa in pietra in via Reggimento, al n. civico 24, su architrave di porta: "G(iovanni) M(agnifico) F(ece) F(are)/ 1899".

STEMMI

   1) Chiesa di S. Nicola, sul quadro della Madonna del Rosario è lo stemma: scudo ovale d'argento con fregi d'oro, i tre monti all'italiana d'azzurro, sormontato ciascuno da una spiga di grano e l'insieme sormontato da sole meridiano.

   Osservazioni: Si veda al n. 2.

   2) Chiesa di S. Nicola, sul coronamento dell'altare maggiore è lo stemma: scudo ovale con fregi d'oro, d'azzurro ai tre monti all'italiana, sormontati da tre rose d'oro disposte a triangolo.

   Osservazioni: Lo stemma non è noto ai principali repertori araldici e pertanto, per la presenza dell'oro, dei monti e delle rose che in questo caso si sostituiscono alle stelle o alle spighe, lascia pensare ad uno stemma creato unendo elementi diversi con il concetto di Mons Aureus (Montorio).

   3) Casa in pietra in una traversa di vis S. Nicola, di cui ad Epigrafi, n. 4, su cornice laterale di finestra è lo stemma: tre monti all'italiana sormontati da una croce.

BIBLIOGRAFIA

   Iustitiaratus aprutii, p. 78; Regesti delle pergamene. Teramo, p. 151; Rationes decimarum Italiae, nn. 2216-2227, pp. 154-155; DA MOLIN, La popolazione, p. 98; COZZETTO, Mezzogiorno, p. 170; A.V.T., Visita Pastorale Piccolomini, a. 1580, II B, fasc. I, doc. 5, f. 6v.; GIUSTINIANI, Dizionario, VII, p. 175; PALMA, Storia, II, pp. 548-549, 558, 561, III, pp. 597, 609, IV, p. 302, ma non ha fondamento la notizia che nel 1587 la chiesa di S. Martino portasse il titolo parrocchiale; Statuti, pp. 35, 41, nn. 32,41.

Notizie tratte da: Documenti dell'Abruzzo Teramano vol. DAT III,2
"La valle dell'alto Vomano ed i Monti della Laga"
edito dalla Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo (1991)